Catechesi del 14/01/2013

Croce Ado

 

La pace incomincia da te

 

Parliamo di pace

Parlare di pace non è facile, soprattutto è molto impegnativo.

Non si può parlare di pace senza sentirsi coinvolti in prima persona.

> Perché parlare della pace ci coinvolge?

> Che cosa ci domanda il discorso della pace?

Giovanni XXIII diceva che l’edificio della pace è costruito su quattro pilastri: verità, giustizia, libertà, carità.  

Ogni colpa pubblica o privata contro questi quattro pilastri, ogni atto di menzogna, di ingiustizia, di possesso egoista , di dominio sull’altro,.. ogni pregiudizio e odio … fanno crollare l’edificio della pace.

 

E’ necessario ammettere le nostre responsabilità.

Eccone alcune:

* gli egoismi personali e di gruppo, la corruzione politica,

* i tradimenti, le infedeltà a livello personale, familiare,

* il menefreghismo, l’indolenza,

* lo sciupio delle energie della vita per cose vane, frivole, dannose,

* l’insensibilità di fronte alle sofferenze del mondo,

* il volgere la testa di fronte a chi soffre o a chi è in difficoltà,

* il commercio della droga, 

* la cura esclusiva dei propri interessi,

* la mediocrità della vita, la banalità della nostra vita,

* il disimpegno di fronte alle situazioni, il non senso di tante nostre scelte

( possiamo continuare l’elenco)

Confrontiamoci  su questi punti …..

 

Come essere costruttori di pace?

La pace secondo il Vangelo è un dono che non si compra a poco prezzo, ma è anche una strada che parte dal cuore di ciascuno di noi.

Non è possibile chiedere la pace, come se fosse qualcosa che riguarda gli altri, come se dovesse cambiare innanzitutto il cuore degli altri, di quelli che fanno la guerra.

 

E necessario  coltivare un cuore pacifico,

Occorre liberare il nostro cuore da ogni fremito di ostilità, di partito preso, di connivenza con il male;

Occorre purificarci da ogni antipatia, pregiudizio, egoismo di gruppo, di razza… da ogni paura dell’altro, del diverso da noi….

(Possiamo aggiornare l’elenco)

Tutti questi sentimenti sono incompatibili con la pace, eppure emergono, nel nostro cuore, nel cuore di tante persone.     

 

Concretamente che cosa fare?

Non c’è bisogno di essere grandi politici per operare in favore della pace: ogni giorno, ciascuno di noi può aiutare

> a semplificare le cose,

> a smussare gli angoli,

> a mitigare i conflitti, i diverbi.

Quante volte ci viene offerta questa occasione in famiglia, nel gruppo, con gli amici in oratorio, a scuola …

Quattro passi che possiamo compiere:

1) I° passo: partire dal proprio cuore. La pace è innanzitutto un dono interiore, un dono che Dio fa al nostro cuore, un dono che dà gioia, un dono che riempie e rasserena la vita.

Ho cura del mio cuore? So trovare qualche momento di silenzio per stare con me stesso? So trovare qualche momento per pregare in silenzio?

2) II° passo: dare senso e valore alla propria vita quotidiana:

È necessario vincere la noia, non lasciarsi prendere dalla tristezza, dallo scoraggiamento

Come combatto la noia, la tristezza, la malavoglia ?

3) III° passo: coltivare e vivere rapporti autentici.

Noi siamo la relazioni che abbiamo: se le nostre relazioni sono riuscite, noi siamo riusciti; se le nostre relazioni sono bloccate, false, distorte, noi siamo bloccati, falsi, distorti. Se abbiamo relazioni positive noi cresciamo, se abbiamo invece relazioni negative, ingannevoli, noi deperiamo come persone

Come sono le mie relazioni? Sto coltivando relazioni positive?

4) IV° passo: impegnarsi per la giustizia e per la solidarietà:

Occorre amare la città e il proprio paese, aprirsi alla dimensione del mondo, prendersi a cuore la dimensione civile della vita, lottare contro le ingiustizie; costruire in noi una solida coscienza della dignità della persona; essere vicini a chi soffre; non lasciare nessuno solo nei momenti drammatici dell’esistenza,  Occorre imparare a vedere negli altri prima il bene del male, credere che il bene è sempre più forte del male, che è possibile costruire un mondo più giusto, una comunità più fraterna ….

 Che cosa sto facendo perché attorno a me, negli ambienti che frequento ci sia più giustizia, più fraternità?

don Enrico

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