Catechesi Avvento - 1a media

Pani e pesci

 

CATECHESI DI AVVENTO 2014

 

Mc 6, 30-44:

30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. 31Ed egli disse loro: "Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'". Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. 32Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.

I discepoli, al ritorno della loro missione, hanno voglia di raccontare a Gesù ciò che hanno vissuto e visto;
vogliono raccontargli la propria vita. Raccontarsi a Gesù significa, rivedere la propria vita alla luce e sotto il suo sguardo per capirla e interpretarla secondo la sua logica, i suoi pensieri, la sua volontà, il suo volto.
L’essere cristiani non è caratterizzato dall’andare a Messa la domenica, ma dal vivere per gli altri, fondato sul fatto che si va a Messa la domenica.

ATTIVITA’: alla scoperta del volto di Gesù: ogni ragazzo riceverà un foglietto con il nome del proprio compagno, si impegnerà a scoprire qual è il suo lato migliore, la qualità, la sua dote eccezionale e a scriverlo sul foglio.

La mia vita è vissuta secondo la logica di Gesù?
Come vivo:

  • In famiglia
  • A scuola
  • Con gli amici
  • Nell’attività sportiva
  • All’oratorio
  • Nella mia comunità

 

33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. 34Sbarcando, vide molta folla e di commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Gesù dimentica il riposo per poter servire la folla, il gregge senza pastore, può essere radunato solo con la PAROLA;
il primo pane che Gesù dà è la Parola, il banchetto della Parola, precede quello del Pane. Senza il banchetto della Parola, quello del Pane rimane sconosciuto, non desiderato. Gesù parla del Regno e cerca di capire i loro desideri, viene incontro alle loro necessità fisiche, perché a Gesù interessa la realtà intera della persona: corpo, anima e spirito.
Nella celebrazione dell’Eucarestia è la comunione con la Parola di Gesù che dà significato alla comunione con il Pane di Gesù. Mangiare il corpo di Gesù significa aderire alla Sua Parola.

A Messa Gesù ci chiama a fare comunione con Lui:

  • Comunione con la Sua Parola che va ascoltata attentamente, va messa nel cuore, ricordata, soprattutto messa in pratica per costruire la nostra vita sulla roccia e non sulla sabbia (Mt. 7-24-27)
  • Comunione con il Suo Corpo per vivere come Lui.

La comunione con Gesù domanda:
- la preghiera ogni giorno,
- la Confessione almeno una volta al mese,
- il catechismo sempre.
A Messa Gesù ci chiama a fare comunione con i fratelli:
Non possiamo partecipare alla Messa arrabbiati con qualcuno, dobbiamo prima fare la pace, gli altri ci conosceranno che siamo discepoli di Gesù perché ci vogliamo bene.
La fraternità, il volersi bene, domanda di frequentare l’Oratorio, di condividere la propria vita insieme agli altri, di non escludere nessuno.
A Messa Gesù ci chiama a fare comunione con i poveri:
Chi incontra Gesù a Messa non può dimenticare i poveri, il povero da visto, ascoltato, aiutato, non scansato.

LA MESSA DELLA DOMENICA E’ PIU’ IMPORTANTE DEI COMPITI, E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA PARTITA, E’ PIU’ IMPORTANTE DI QUALSIASI ALTRA COSA.

Io cosa cerco, cosa chiedo a Gesù?
Sono in cammino per seguire Lui o qualcun altro?
Rischio di sbagliare strada?
Seguire Dio, significa pensare con la Sua logica e non con la logica umana

 

 35Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: "Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; 36congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare".

I discepoli cercano di risolvere in fretta il problema della folla affamata: li vogliono mandare da un’altra parte, perché si arrangino da soli.
Gli altri, i più deboli, i poveri sono scomodi, perché vogliono da noi delle risposte concrete, esigono tempo, attenzione.

Io come mi comporto con gli altri, con i più deboli, con i poveri, mi lascio coinvolgere dai loro problemi?

  • In famiglia
  • A scuola
  • Con gli amici
  • Nell’attività sportiva
  • All’oratorio
  • Nella mia comunità

ATTIVITA’: prepariamo tutti insieme un disegno da dare a due bambine di Montevecchia, della nostra comunità che stanno lottando per vincere la leucemia; tutte le sere diciamo una preghiera a Gesù per loro.

 

 37Ma egli rispose: "Voi stessi date loro da mangiare". Gli dissero: "Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?". 38Ma egli replicò loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere". E accertatisi, riferirono: "Cinque pani e due pesci". 39Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde. 40E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. 41Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzo i pani e li dava a discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. 42Tutti mangiarono e si sfamarono, 43e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. 44Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Un’altra tentazione dei discepoli è quella di non ritenersi all’altezza: “Abbiamo cinque pani e due pesci”, non abbiamo le possibilità e le capacità, quello che chiede Gesù è troppo; ha delle pretese assurde!
E Gesù rincara la dose: “Date voi stessi da mangiare”.
E dopo la parola, dà il PANE.
PAROLA E PANE, SAZIANO LA FAME COME NELL’EUCARESTIA.
Il banchetto che Gesù imbandisce nel deserto, è di CONDIVISIONE, cioè di MOLTIPLICAZIONE; la folla partecipando alla Mensa di Gesù, passa dall’egoismo e dalla bramosia dell’avere, del potere, dell’apparire, ad una vita nuova nell’amore, sotto il segno del dono, del servizio con umiltà.
Ed ecco che si compie il miracolo: dall’azione di grazie di Gesù si realizza la vita per tutti; Dio condivide la sua vita, si fa pane, pane spezzato; e la comunità che si riunisce per ascoltare la Parola e condividere il pane, impara a sua volta a farsi dono, tanto che dalla generosità di tutti avanzarono “dodici ceste”, cioè per tutto il popolo d’Israele, per tutti quanti.

Che cosa vuol dire condividere?
1) La condivisione non deve essere solo un frammento del nostro tempo o del nostro agire, ma deve diventare una dimensione di tutta la nostra vita: il nostro modo di vivere, lo stile della nostra vita, il nostro modo di pensare, di ragionare più che di fare
2) La condivisione è uno stile che si oppone al pretendere tutto e sempre per sé, al mettere sempre se stessi al primo posto.
La condivisione si oppone a ogni forma di prepotenza. Il Vangelo dice che se uno è egoista lo è sempre, dappertutto. La condivisione è vera quando ci accompagna, dovunque viviamo la nostra vita
3) La condivisione è sentirsi responsabili degli altri; l’esempio è quello del samaritano che si è accorto e si è fatto carico
4) La vera condivisione non guarda soltanto ai bisogni che uno ha, alle sue necessità, ma accoglie la persona
Che cosa condividere?
Condividere la vita con Gesù: andando sempre a Messa: questa è la sorgente di ogni altra condivisione; a Messa il pane che è Gesù viene sempre spezzato per ciascuno di noi; a Messa occorre portare sempre e dare a Gesù i propri cinque pani e due pesci: Gesù, ogni domenica ci dice di distribuirli a tutti; a Messa anche noi diventiamo pane che si spezza per la vita degli altri, per la vita del mondo. Andare a Messa deve diventare la cosa più importante, una priorità assoluta.
Condividere il pane con chi non ne ha, per chi ha fame: in Avvento raccogliamo i viveri, facciamo la vendita del riso …
Condividere il tempo per fare i laboratori, andare a trovare gli anziani, il Frisia … il teatro, …La festa dei nonni
Condividere l’amicizia nel tuo gruppo, partecipando alla vita e alle attività dell’oratorio
Condividere la pace in famiglia dialogando, a scuola essendo attenti a chi è in difficoltà o solo, interessarsi di quello che avviene nel mondo.

Che cosa devo fare per condividere nella mia famiglia?
Che cosa devo fare per condividere nella mia scuola, con tutti, non lasciando da parte nessuno?
Che cosa posso condividere nella mia vita?
La condivisione rende più bella la tua vita e rende più bella anche la vita degli altri, la vita della famiglia, della scuola, la vita dell’oratorio …

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