Scuola della Parola del 08/10/2012

Bibbia

 

Tu mi scruti e mi conosci

 

Preghiamo con il Salmo 138

(Lo ascoltiamo)

Signore tu mi guardi e mi leggi negli occhi
ciò che custodisco nel segreto del cuore;

ogni mio gesto ti è familiare, lo segui con amorosa cura.
Tu conosci le parole che dico e i progetti che mi frullano nella testa.
La tua è una presenza costante; il tuo sguardo avvolge la mia vita.
Quando ci penso resto come incantato, sorpreso e insieme affascinato:
E’ una cosa grande, meravigliosa e spesso non me ne rendo conto.
In realtà che cosa sarei senza di te?
Quali speranze che non siano miraggi?
Quali esperienze potrei fare senza incontrare il tuo volto?
Ti ringrazio, Signore, per avermi fatto in modo così bello!
Tutto quello che fai è meraviglioso,
ogni cosa è un raggio della tua bellezza.

Tutti gli avvenimenti della mia vita ti erano familiari,
prima ancora che li vivessi.
Tu mi hai riempito l’esistenza di doni.
Avrei voglia di mettermi a raccontarli,
ma sarebbe una storia troppo lunga:
sono innumerevoli piccoli segni
che sempre mi portano all’unico grande dono che sei Tu.
Signore, giudica tu la mia coscienza;
fammi capire se le mie scelte sono giuste
e conducimi per mano sulla via che porta alla vita.

 

Nel silenzio ognuno legge un versetto che dice come Dio lo conosce

 

Una riflessione

Forse non pensavamo che il salmo 138 potesse esprimere così intensamente la conoscenza di Gesù verso di noi.

Quello di Gesù è un conoscere, uno scrutare, un penetrare, un esplorare, un comprendere, un circondare, un mettere sopra la mano, un far riposare la mano sul capo, un afferrare.

I verbi attivi dicono quello che Gesù fa, parlano di plasmare, creare, tessere, ricamare ( in italiano è tradotto tessere, ma in ebraico è ricamare), fare, vedere, guidare, provare.

 

Che cosa avviene in noi quando ci sentiamo conosciuti da Gesù?

Avvengono due cose:

1) Il brivido di sentirmi conosciuto

È il brivido di scoprire che c’è qualcuno che mi conosce dentro e dall’alto, che mi conosce davvero, come mai avrei pensato di essere conosciuto.

Ogni volta che noi ci accorgiamo di essere conosciuti da una persona che pensavamo ci fosse estranea, ci meravigliamo e restiamo scossi.

 È il brivido di capire che c’è uno più alto di me, che sa leggere in me, nel mio cuore.

2) La gioia  di sapere che c’è uno che mi conosce davvero.

Se siamo ben disposti ad accogliere il brivido di sentirci conosciuti, se non abbiamo paura di essere giudicati, allora l’essere conosciuti davvero fa nascere una grande gioia, una gioia immensa.

C’è gioia perché tante volte ci capita di avere timore di non essere conosciuti per ciò che siamo.

Quante volte ci diciamo: mi capiscono gli altri? mi capiscono veramente?

È la gioia di sapere che c’è uno che mi conosce fino in fondo, che conosce i miei momenti cattivi, le mie fatiche, anche le mie cadute, i miei desideri, che conosce di me anche ciò che non riesco a dire, a spiegare …

Sono capito, sono compreso …… e questo dà pace.

Gesù è Dio che mi conosce così.

Senza questa conoscenza la nostra vita è fiacca, si trascina.

Se non abbiamo la conoscenza di Gesù, le domande che ci poniamo rimangono confuse e senza risposta

 

Che cosa possiamo dire al Signore nel silenzio?

(nel silenzio rileggi il salmo e cerca un dialogo con Gesù)

Grazie, Gesù,  perché mi conosci più a fondo di tutti e vedi il bene che tu hai messo dentro di me.

Grazie perché vedi anche il poco bene che faccio e sai valorizzare quello che altri non capiscono di me.

Grazie perché la tua conoscenza mi dà la pace del cuore.

            Tu mi conosci e questo mi basta.

            Tu sai che sono così e mi vuoi bene così,

            e mi aiuti a camminare così, anche quando zoppico.

            Tu mi vuoi bene sempre

            Sono contento di sapere che tu mi conosci.

            Stando con te, adagio, adagio capirò meglio anche me

            O Gesù, fa’ che io ti conosca, come mi conosci tu,

            Fa’ che io mi conosca come tu mi conosci

don Enrico

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