
Date voi stessi da mangiare
SOLO INSIEME
proposta di catechesi per l’Avvento
“ L’essere cristiani non è caratterizzato
dall’andare a Messa alla domenica,
ma da vivere per gli altri, fondato
sul fatto che si va a Messa la domenica.
Non vive l’Eucaristia se non chi dona corpo e sangue
per i fratelli come Gesù.
Il cristiano non deve avere altra ambizione
che di servire a partire dagli ultimi: “
(Martini)
È la seconda tappa del cammino di catechesi.
Siamo nel tempo dell’Avvento.
Prendiamo come punto di riferimento il brano di Vangelo di Marco (6,31-44),
Gesù dà da mangiare a cinquemila persone,
con i cinque pani e di due pesci di un ragazzo
Cercheremo di riflettere insieme sull’Eucaristia della domenica:
L’Eucaristia della domenica va recuperata: non dobbiamo stancarci mai di insistere sulla partecipazione alla Messa della domenica
Dobbiamo mostrare che la vita cristiana ha qui la sua radice, la sua fonte
Il cristiano è colui che condivide la sua vita con gli altri, perché va a Messa la domenica
1) Leggiamo il racconto di Marco (6,31-44).
( leggiamo il Vangelo: ecco qualche sottolineatura)
1) Gesù sbarcando vede tanta folla.
Era una folla senza una guida: erano come pecore senza pastore.
Gesù si commuove, cioè sente di voler bene a tutta questa gente.
Gesù è il Pastore capace di trasformare la folla in un popolo.
La folla è una massa di gente senza un nome.
La folla diventa popolo quando non ci si ignora più, quando si coltivano relazioni belle, dove si è attenti gli uni gli altri, ci si conosce, ci si parla, ci si chiama per nome.
Anche noi tante volte siamo folla e non siamo popolo.
Gesù vuole che coltiviamo relazioni belle.
Ricordiamo lo slogan di quest’anno: “Solo insieme”
Come sono i nostri rapporti? Sono belli con tutti?
Noi siamo più folla o più gruppo? Siamo popolo? Comunità?
Perché tante volte viviamo rapporti violenti, prepotenti perché abbiamo un linguaggio violento, prepotente, volgare, diciamo parolacce? ….
Gesù è il pastore che vuole che la folla diventi un popolo, una comunità.
2) Il luogo era deserto
Il deserto è il luogo dove Dio parla, dove dona la manna, dove dona i dieci comandamenti, dove ha fatto scaturire l’acqua dalla roccia, dove ha mandato le quaglie per la fame del popolo.
Il deserto è il luogo dove si incontra Dio: Dio si incontra nel deserto
Il deserto è il luogo dove Gesù dice la sua Parola, dove dà da mangiare a cinque mila persone.
Il deserto è il luogo dove la comunità si raduna, il deserto è la nostra Chiesa dove ogni domenica ci raduniamo per ascoltare la Parola di Gesù, per incontrare lui, per sentirci non più folla, ma popolo.
Se vogliamo incontrare il Signore e diventare una comunità dobbiamo andare sempre in questo deserto, non dobbiamo perdere mai la Messa.
Non è domenica se non c’è la Messa.
La Messa della domenica è più importante dei compiti, è più importante della partita; è più importante di qualsiasi altra cosa ...
Per me e per la mia famiglia, la Messa è davvero la cosa più importante?
Dico anch’io come dicevano i primi cristiani che non c’è una domenica senza la Messa
Perché tante volte non si va a Messa la domenica?
3) Date voi stessi da mangiare
Viene la sera, la gente che ascoltava Gesù era circa cinquemila.
Come fare a dare da mangiare a tutta questa gente?
Gli Apostoli vogliono mandarla a casa, almeno mangiano.
Gesù dice: “Date voi stessi da mangiare”
Gli apostoli non capiscono, pensano che Gesù dica loro di andare a comperare i pani. Ma ci volevano tanti soldi che nessuno aveva.
Gesù non dice di andare a comperare il pane con i soldi, dice invece che questo è il momento della condivisione.
La condivisione moltiplica tutto.
Gesù nel Vangelo dice che se noi diamo a Lui quello che abbiamo e non lo accumuliamo per noi, Lui lo ridà a noi e a tutti moltiplicato cento volte tanto. ( Cfr. Mc. 10,30)
Se vogliamo che la nostra vita cresca, si moltiplichi, dobbiamo imparare a condividere, a non vivere più pensando solo a noi stessi.
Che cosa devo fare per imparare a condividere la mia vita?
Perché la condivisione arricchisce tutti?
4) C’è un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci
C’era un ragazzo aveva cinque pani d’orzo e due pesci.
Sono una cosa piccola nei confronti delle cinque mila persone.
Gesù prende i cinque pani e due pesci, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione e dice di condividerli e di distribuirli a tutti..
Gesù compie i gesti che farà anche nell’Ultima cena.
Sono quei gesti che ogni domenica si ripetono a Messa in memoria di Gesù.
I cinque pani distribuiti bastano per tutti e ne avanzano dodici ceste.
Dodici sono le tribù del popolo di Israele, dodici sono gli Apostoli che danno origine alla Chiesa, dodici sono i mesi dell’anno.
Quei cinque pani e due pesci bastano per tutti, sfamano tutti
Gesù vuole bene a tutti, non dimentica nessuno.
Anche i suoi discepoli devono fare altrettanto.
Dio che è Padre a ognuno di noi e a tutti ha donato 5 pani e due pesci, cioè ci ha donato la vita ricca di tanti doni, di tante capacità.
Ci ha donato la voglia di vivere, il desiderio di essere felici, il bisogno di amare, il gusto di stare con altri, di coltivare amicizie, il desiderio di conoscere sempre cose nuove, la compassione per chi soffre, …e
tante altre cose….
Cinque più due fa sette. Sette indica la pienezza.
( Potremmo sottolineare i doni belli che i ragazzi hanno: ognuno potrebbe dire i doni più belli, i desideri grandi che porta nel cuore, …..)
Abbiamo una vita piena, bella, dobbiamo dire grazie, dobbiamo essere contenti di vivere. La vita e quello che abbiamo va però condiviso, se non vogliamo perderla, ma moltiplicarlo
Allora che cosa dobbiamo fare?
1) andare sempre alla Messa tutte le domeniche
portando sempre i nostri cinque pani e due pesci
A Messa si incontra e ci si sente parte della comunità
A Messa bisogna sempre portare con sé i propri cinque pani e i due pesci, cioè la propria vita, quello che c’è nel proprio cuore, il proprio desiderio di amare, di impegnarsi, di aiutare chi è in difficoltà
A Messa bisogna mettere nelle mani di Gesù i nostri cinque pani e due pesci, offrirli a lui, perché insieme a Lui possiamo condividerli per tutti, in famiglia, a scuola, con gli altri
2) A Messa Gesù ci chiama a fare comunione con Lui
Comunione con la sua Parola che va ascoltata attentamente, va messa nel cuore, ricordata, soprattutto messa in pratica per costruire la nostra vita sulla roccia e non sulla sabbia ( Mt. 7, 24-27). Questa parola
la ascoltiamo anche tutte le settimane all’oratorio quando ci incontriamo.
Comunione con il corpo di Gesù per vivere come lui (Gv. 5, 56)
( La comunione con Gesù domanda la preghiera ogni giorno,
la Confessione almeno una volta al mese, il catechismo sempre)
3) A Messa Gesù ci chiama a fare comunione con i fratelli:
Non possiamo partecipare alla Messa arrabbiati con qualcuno, dobbiamo prima fare la pace ( cfr. Mt. 5, 23). Dal volerci bene gli altri conosceranno che siamo discepoli di Gesù. (Gv.13,35). La fraternità, il volersi bene, domanda di frequentare l’Oratorio, di condividere la propria vita insieme agli altri, di non escludere nessuno.
4) A Messa Gesù ci chiama a fare comunione con i poveri
Chi incontra Gesù a Messa non può dimenticare i poveri. il povero va visto, ascoltato, aiutato, non scansato: ricordiamo la parabola del samaritano Lc.10,25). Basta dare anche solo un bicchiere d’acqua fresca, purché sia fresca (Mc.9,41; Mt.10,42)
La Messa deve continuare nella nostra vita cercando di imparare a condividere i nostri cinque pani, quello che siamo, la nostra vita, il nostro tempo, le nostre capacità con gli altri.
Che cosa devo fare per condividere nella mia famiglia?
Che cosa devo fare per dividere nella mia scuola, con tutti, non lasciando da parte nessuno?
Che cosa posso condividere nella mia vita?
La condivisione rende più bella la tua vita e rende più bella anche la vita degli altri, la vita della famiglia, della scuola, la vita dell’oratorio …
Che cosa vuol dire condividere?
1) La condivisione non deve essere solo un frammento del nostro tempo o del nostro agire, ma deve diventare una dimensione di tutta la nostra vita: il nostro modo di vivere, lo stile della nostra vita, il
nostro modo di pensare, di ragionare più che di fare
2) La condivisione è uno stile che si oppone al pretendere tutto e sempre per sé, al mettere sempre se stessi al primo posto.
La condivisione si oppone a ogni forma di prepotenza. Il Vangelo dice che se uno è egoista lo è sempre, dappertutto. La condivisione è vera quando ci accompagna, dovunque viviamo la nostra vita
3) La condivisione è sentirsi responsabili degli altri; l’esempio è quello del samaritano che si è accorto e si è fatto carico
4) La vera condivisione non guarda soltanto ai bisogni che uno ha, alle sue necessità, ma accoglie la persona
Che cosa condividere?
Condividere la vita con Gesù: andando sempre a Messa: questa è la sorgente di ogni altra condivisione; a Messa il pane che è Gesù viene sempre spezzato per ciascuno di noi; a Messa occorre portare sempre e dare a Gesù i propri cinque pani e due pesci: Gesù, ogni domenica ci dice di distribuirli a tutti; a Messa anche noi diventiamo pane che si spezza per la vita degli altri, per la vita del mondo. Andare a Messa deve diventare la cosa più importante, una priorità assoluta.
Condividere il pane con chi non ne ha, per chi ha fame: in Avvento raccogliamo i viveri, facciamo la vendita del riso …
Condividere il tempo per fare i laboratori, andare a trovare gli anziani, il Frisia … il teatro, …La festa dei nonni
Condividere l’amicizia nel tuo gruppo, partecipando alla vita e alle attività dell’oratorio
Condividere la pace in famiglia dialogando, a scuola essendo attenti a chi è in difficoltà o solo, interessarsi di quello che avviene nel mondo.